Foodhacker

La FoodHacker Summer School 2016 si pone come obiettivo quello di generare un’esperienza che coinvolga lo storytelling (post)digitale tra i presidi del vero cibo made in italy.

La Summer School vuole, quindi, formare operatori pronti a rispondere all’invito di sostenibilità dell’epoca interattiva, collaborativa, partecipativa, ibrida dell’infosfera. Ricostruendo un rapporto d’amore con il cibo di qualità e la sua storia inserendosi in una nuova dimensione: il #foodlove.

Le tecnologie e i nuovi media rappresentano strumenti preziosi anche per descrivere il territorio rurale: l’universo digitalizzato nel quale viviamo può essere ormai rappresentato come un dominio di narrazioni complesse, in cui le tecniche di racconto di storie diventano potenti mezzi che possono essere utilizzati per dare nuova luce agli elementi che caratterizzano la storia e la cultura dei luoghi rurali. Attraverso la narrazione del cibo autentico di qualità il digital storytelling comunica e valorizza l’identità, le tradizioni, il paesaggio. 

Raccontare questi elementi significa ridefinire e ridisegnare gli assetti delle comunità locali, utilizzando metodi e strumenti offerti dalle tecnologie.

Il cibo made in Italy acquista un nuovo significato, lontano da quello del #foodporn metropolitano e offre importanti chiavi di lettura per ripensare criticamente dinamiche e meccanismi sociali, economici, politici e culturali del digitale.

Ai partecipanti saranno fornite dispense, materiali didattici e tools di altissima qualità ed immediatamente utilizzabili sul campo.

Di seguito è riportata una parte dell’analisi effettuata da Camillo di Tullio (drwho@unconventionalm.it), uno dei docenti della Summer School, sui fenomeni del #foodporn, la relazione con il cibo e la sua narrazione, in un ottica di etnografia digitale, le analisi complete le avrete alla #FoodHacker Summer School 2016.

Il fenomeno del #Foodporn

Di Camillo di Tullio

Il fenomeno del #foodporn in Italia ha iniziato a prender via a partire dal 2012 con una domanda sempre crescente su Google con un incremento YtY del 49% medio.

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La prima volta che questo termine è stato utilizzato è stato il 1984 nel libro Female Desire-Women’s Sexuality today, della scrittrice femminista Rosalind Coward (Rif.http://republicandqueen.com/blog-foodporn-fotografare-cibo/)

Da allora tanta strada è stata fatta, tanto da diventare une vera e propria tendenza, grazie anche alla divulgazione di massa degli strumenti digitali.

Cibo, Fotografia, Condivisione: questi gli ingredienti di base che hanno unito i foodie di tutto il mondo.

Il cibo non si gusta solo con il palato, ma anche con gli occhi. Una sorta di sinestesia o percezione simultanea caratterizza i foodie: l’insieme di persone che amano la buona tavola, frequentano le botteghe del gusto, viaggiano alla scoperta di prodotti tipici, vogliono conoscere il cibo e non solo goderlo e si scambiano informazioni negli ambienti social.

In questo estratto condivideremo i principali fenomeni che caratterizzano le conversazioni sul tema. Non verranno divulgati gli attori principali e gli insight di fondo che guidano le conversazioni.

Metodologia della ricerca

L’attività di Community detection è l’insieme delle attività necessarie ad individuare le principali informazioni attorno ad una determinata community – stabile o relativa – al fine di comprenderne la struttura complessa.

Insight di #foodporn su twitter

Si sono estratte le conversazioni avvenute su Twitter in Italia nella giornata del 11 giugno. I volumi generati – tenendo conto delle caratteristiche di volatilità delle API di Twitter – sono i seguenti:

  • 2118 autori unici
  • 2225 relazioni uniche
  • 1554 relazioni con duplicati
  • 3779 relazioni generate
  • 1988 self loops

Queste numeriche trasferiscono alcuni insight: il network analizzata presenta una effervescenza relazionale elevata, pari al 42%.

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Twitter ed Instagram le piazze sociali più utilizzate in un mondo prevalentemente maschile.

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A livello di canali, Twitter ed Instagram vanno utilizzati di pari passo: la loro somma, infatti, massimizza, l’ampiezza di pubblico disponibile e l’engagement.

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Social Graph

Il grafo sociale che i 2118 autori ufp7nici generano appare “governato” da 6 autori caratterizzati da una elevata Betweenness centrality: la capacità di essere nel mezzo delle conversazioni.

Da solo questo indicatore non può esprimere al meglio le potenzialità delle relazioni.

 

 

 

fp8Analizzando la forza delle relazioni tra tutti i nodi, appare evidente come solo alcuni nodi abbiano la forza di poter esprimere “carattere” nella relazione (colore caldo carattere forte, colore freddo carattere meno forte; trasparenza dell’arco: intensità della relazione). Alcuni di essi fungono da bridge per veicolare le news verso altre realtà

 

 

 

Sei sono i principali cluster in termini di argomenti trattati. Il mondo del salato e delle ricette in genere la fa da padrona: gestiscono, infatti, la maggior parte delle relazioni. Interessante la personalità per quanto riguarda gli amanti del bbq e del mondo vegano/vegetariano.

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Text Analysis di #foodporn

Individuati i principali segmenti, è necessario avviare la TMA (Text Mining Analysis) che permetterà di estrapolare i temi di fondo per ogni singolo segmento.

A livello aggregato si riporta solo il grafo dell’alberatura relazionale del testo di tutte le conversazioni prelevate con le API di Twitter.

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Questo è solo un accenno delle potenzialità dei tools che useremo alla nostra FoodHacker Summer School 2016, sarà un momento per approfondire tecniche e approcci circa il potere della narrazione del food. Attraverso l’approfondimento dei più moderni approcci alle social media strategy e mediante le tecniche più evolute del digital marketing e dell’etnografia digitale (netnografia).

Per maggiori informazioni // Per partecipare // Conoscere i docenti // Per conoscere i Partner // Iscriversi: http://www.foodhacker.eu/

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