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Adam Arvidsson

Scientific Director

Adam Arvidsson è professore Associato di Sociologia all’Università Statale di Milano, dove insegna Sociologia della Globalizzazione e dei Nuovi Media. Dopo aver conseguito il Ph.d. all’Istituto Universitario Europeo di Fiesole nel 2000, ha insegnato in Inghilterra e in Danimarca, dove è stato per sei anni all’Università di Copenaghen.Dopo aver pubblicato il suo ultimo libro sulla funzione del brand nell’economia dell’informazione (Brands. Meaning and Value in Media Culture, London; Routledge, 2006, traduzione italiana con Franco Angeli, 2010), Arvidsson si è interessato alle nuove forme di produzione e organizzazione economica che si sono evoluti intorno ai nuovi media.

In questo ambito sta svolgendo un progetto di ricerca su economie della reputazione, con la Copenhagen Business School, lavora con un progetto finanziato dall’Unione Europea per lo sviluppo di una piattaforma per la condivisione dell’innovazione nella moda, e insieme ai colleghi di Ninja Marketing gestisce il blog Societing, che cerca di raccogliere le novità emergenti nell’economia Open. Questo suo filone di ricerca si riassume nel libro, The Ethical Economy. Business and Society in the 21st Century, adito con la Columbia University Press nel 2013.

Nello stesso anno ha pubblicato Societing Reloaded. Pubblici Produttivi e innovazione sociale, Milano; Egea volume co-edited con Alex Giordano ed Introduzione ai media digitali, Bologna; il Mulino con Alessandro Delfanti.

 

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John Grant

Autore di numerosi libri tra i quali “Made With”, pubblicato nel 2013. Tra gli altri titoli figura anche “The Green Marketing Manifesto”, vincitore nel 2008 del British Book (Design & Production) Award per la categoria ambientale. Il suo primo libro, “The New Marketing Manifesto”, è stato inserito da Amazon.com tra i dieci migliori libri del settore “business” del 1999.

John è ex cofondatore e planning director dell’agenzia pubblicitaria St Luke’s, sostenitrice di una comunicazione attenta al sociale (menzionata da Harward Businnes Review e Fast Company). Tra i clienti a cui John ha recentemente prestato consulenza ci sono: ACTONCO2, Design Council, IKEA, innocent drinks, Royal Mail e Unilever. John partecipa come speaker a molti eventi. Ѐ un critico culturale esperto in media, uno scrittore e un think tanker.

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Danielle Gould

Danielle Gould è CEO e founder di Food+Tech Connect, una delle principali media company che funge anche da network per innovatori in grado di trasformare l’industria alimentare. Attraverso notizie, analisi ed eventi, Danielle supporta aziende di ogni dimensione guidandole verso l’innovazione e la comprensione del cambiamento profondo che l’informazione e la tecnologia sono in grado di attuare nel ciclo di produzione, distribuzione e consumazione degli alimenti. È membro fondatore del Culinary Institute of America’s Sustainable Business Leadership Council e collabora abitualmente con Forbes.

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Nathan Jurgenson

Nathan Jurgenson è teorico dei social media, contributing editor per The New Inquiry e ricercatore di ephemeral social media per Snapchat, oltre che laureato in Sociologia all’Università del Maryland con una tesi sulla concettualizzazione e la ricerca dell’intersezione tra online e offline. Nella sua tesi Nathan ha coniato i termini “digital dualism” e “IRL Fetish” per descrivere la falsa dicotomia del digitale come realtà separata. È attualmente impegnato in un ampio progetto di teorizzazione della fotografia e dei social media (i suoi contributi sull’argomento vanno dal faux-vintage all’istantaneità della fotografia sui social). Ha pubblicato contributi sui social media e sulla nascita del “prosumer” digitale (chi produce ciò che consuma e vice versa). È possibile leggere il saggio di Nathan e George Ritzer “Production, Consumption, Prosumption: The nature of capitalism in the age of the digital ‘prosumer’ nella sua versione integrale qui.
Assieme al collega PJ Rey, Nathan ha fondato il blog Cybborgology. Insieme i due hanno anche ideato e organizzato la conferenza internazionale Theorizing the Web. Oltre che su The New Inquiry, Nathan è anche apparso su The Atlantic, Salon, Sociological Images, Racism Review, Inside Higher Ed, OWNI, OMNI, The SIPP, Corriere della Sera e molti altri. Attualmente vive a New York.