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Nell’attuale modello economico la creazione di valore si è spostata dal prodotto fisico all’immateriale. Nella Conventional Value Chain (la catena del valore convenzionale), il prodotto è un escamotage per la valorizzazione di altre dimensioni, quali la logistica, il branding e la finanza.

La nuova economia rurale vuole riappropriarsi di questi processi e riorganizzarli su base comunitaria, per restituire valore al prodotto materiale. La sfida è coniugare People – Planet – Profit, ovvero creare aziende che rispettino gli equilibri ambientali di un territorio, siano economicamente sostenibili e si facciano carico delle responsabilità sociali.

Un’economia rurale orientata al societing, una Rural Social Innovation

Si tratta di un nuovo modello economico, che mutua dal passato contadino valori utili al presente (frugalità, solidarietà, rispetto dell’ecosistema e tutela della biodiversità) e li traghetta nel contemporaneo grazie alle attuali tecnologie. I giovani innovatori rurali portano nei contesti agricoli e nelle aree interne elevate job skills, acquisite in contesti urbani o in lunghi soggiorni all’Estero, esprimono una cultura globale e condividono l’etica della rete, generando una risemantizzazione potente delle categorie del contemporaneo.

Essi compiono scelte di vita che, proiettate nell’Infosfera, non sono più un fatto privato ma pubblico e, dunque, politico. Scelte che riducono le distanze spazio-temporali tra una modernità metropolitana, nella quale tradizionalmente avvenivano i fatti del futuro, e una ruralità arretrata, ancorata al passato.

Per questo parliamo di #smartruralitydi ruralità vissuta cioè come elemento critico per rileggere il contemporaneo, attraverso una dialettica in continuo mutamento su stili di vita sostenibili e nuove possibilità.

Il Rural Social Innovation System rappresenta un nuovo modello in cui la disintermediazione prende il posto della logistica, lo storytelling si sostituisce al marketing e la redistribuzione alla finanza, sovvertendo la catena del valore convenzionale e mettendo al centro il prodotto, in un rapporto di osmosi con la comunità.

La disintermediazione opera in una dinamica di comunità, mettendo in connessione produttori e comunità locali, al branding si sostituisce uno storytelling autentico che trasmette il valore evocativo e identitario dei prodotti agricoli tradizionali, la redistribuzione innesca meccanismi di restituzione del valore (materiale e immateriale) all’interno delle comunità.

Cattura

Questo modello tiene insieme People, Planet e Profit, generando esternalità positive in ambiti diversi, quali l’Agricoltura, l’Ambiente, l’Alimentazione, la Salute e l’Economia. L’idea di fondo è che sia necessario riacquisire un approccio olistico, in grado di mettere in evidenza gli effetti diretti ed indiretti delle nostre scelte: ciò che definiamo Rural Social Innovation Impact.

La misurazione degli impatti del Rural Social Innovation System potrebbe fornire le evidenze sulle combinazioni di valore generato: il punto è costruire strumenti che siano in grado di misurare le marginalità prodotte dalle attività rurali al progetto di un mondo più sostenibile.

Il contemporaneo deve rispondere alle crescenti istanze di cambiamento che provengono dal basso. Le innovazioni, nuove e antiche, che possiamo mutuare dalla ruralità possono indicarci una nuova via per un’economia human centered. 

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