POSTAGRIPRECISIONE

Fino ad oggi quando si parlava di  tecnologia in campo agricolo si pensava che questo avesse come unico scopo quello di aumentare i profitti, riducendo al minimo l’impatto ambientale attraverso i dati raccontati. In effetti, ancora oggi quando si parla di agricoltura di precisione, di agricoltura agro-tech, pensiamo che il terreno coltivato venga riempito da: robot, droni e una moltitudine di sensori tecnologicamente avanzati che si sostituiranno al sapere degli agricoltori.

Non è così, o quanto meno questo non ci interessa ne ci sembra utile per la miriade di piccole imprese agricole che fanno grande il nostro patrimonio di biodiversità.

In questi anni è esplosa ed è alla portata di tutti la cultura DIY (fai da te) nel campo della robotica e della sensoristica di precisione. Guardando al processo di popolarizzazione del movimento makers ci siamo chiesti: ma la tecnologia DIY può migliorare la vita dei piccoli agricoltori?

Noi pensiamo di si. Le macchine agricole, per decenni, sono state una prerogativa dei grandi imprenditori, oggi, grazie alla miniaturizzazione delle stesse anche le aziende più piccole sono incoraggiate ad utilizzarle. Questa tendenza ha spinto la creazione di moltissimi dispositivi agricoli, come Rowbot, un’alternativa alle grandi e costose seminatrici. Rowbot, come afferma il suo ideatore  Kent Cavender-Bares  è abbastanza piccolo per essere utilizzato anche in contesti e in realtà più contenute, consentendo di coltivare più semi diversificati, e dosando il fertilizzando, contenendo gli sprechi e tutelando la biodiversità.

Come spiegato da Brian Halweil, all’interno del suo articolo sulle potenzialità delle piccole tecnologie nell’agricoltura, il futuro dell’innovazione nelle piccole realtà rurali risiede nella tecnologia facilmente replicabile e accessibile. La maggior parte del settore primario si basa su piccoli agricoltori, questi hanno bisogno di tecnologie funzionali e semplici per trarne un beneficio concreto e reale.

Rowbot è solo uno dei tanti esempi della tecnologia avanzata adattata nei contesti agricoli, soprattutto, nelle realtà più piccole. L’Europa, a differenza degli Stati Uniti, ha un tipo di agricoltura su piccola scala, fortemente diversificata, che ha bisogno di tecnologie a costi contenuti, anche facilmente replicabili, che creino valore aggiunto alla produzione. Come Agribotix, un drone dotato di sensori termici per analizzare le coltivazioni, questi dati vengono registrati su una piattaforma e resi disponibili a tutti gli agricoltori, questo per aiutarli nel processo di coltivazione, fornendogli dati riguardo la temperatura, il tasso di umidità e il quantitativo di fertilizzanti e di acqua da utilizzare.

Nei paesi in via di sviluppo, in modo particolare nelle piccole aziende agricole africane e in quelle asiatiche, emergono altre esigenze: carenza di manodopera e controllo delle infestanti. Una possibile risposta risiede nella tecnologia e arriva da HelloTractor, una sorta di Uber delle macchine agricole. Questa startup con sede a Washington, DC e Nairobi, in Kenya, consente agli agricoltori di richiedere le macchine agricole, proprio come si potrebbe “affittare” un’auto con Uber. I trattori intelligenti sono dotati di un sistema di monitoraggio che ne tutela il proprietario originario, ne permette l’affitto momentaneo, in tutta sicurezza. E poiché la carenza di manodopera nelle aziende agricole può portare a cattivi raccolti e perdite di reddito, la  disponibilità crescente di queste macchine con conducente può aiutare intere comunità a crescere.

La tecnologia sta diventando fondamentale e nascono startup continue per rispondere a questo tipo di esigenze. BeanIoT, ad esempio, è un sensore dalla dimensioni e forma di un fagiolo sviluppato da RFMOD Cambridgeshire-based che può essere  posizionato in un deposito di grano per monitorare l’umidità, la temperatura e il deterioramento del frumento. Questi  non sono dei robot veri e propri, ma sensori di precisione che possono aiutare i contadini nello stesso modo  di Rowbot o il drone di Agribotix.

Per questo Rural Hub ed Officine Arduino vi invitano a partecipare a RuralHack,  una tre giorni di formazione che vi darà gli strumenti base, culturali e tecnologici, per lavorare con il  free hardware per l’ agricoltura.

 

L’idea base dell’evento è facilitare l’accesso alle tecnologie d’avanguardia a costi contenuti, per consentire agli agricoltori, e non solo, di creare da soli infrastrutture e prodotti, acquisendo competenze e capacità, per diventare maker autonomi e autodeterminati.

I piccoli sistemi di sensori possono aiutare le grandi aziende a diventare più ecologiche e biodiversificate, e le piccole aziende agricole a migliorare la propria produzione, grazie ai costi contenuti e alla praticità dei sensori.

Link dell’evento: https://store.arduino.cc/product/WS00029

Facebook event: RuralHack workshop: open source hardware in agricoltura / ∞ Officine Arduino & RuralHub

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